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FINCANTIERI: Qui Genova - Sestri Ponente

E’ di una ventina di giorni fa la firma del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che sblocca i fondi necessari per il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente.

Il decreto, già firmato dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, ha reso immediatamente disponibili 50 milioni di euro (anziché i 70 previsti) grazie ai quali l'Autorità Portuale di Genova potrà iniziare la procedura per la cantierizzazione dell'opera (un nuovo piazzale operativo di 117mila metri quadri per il cantiere, con il riempimento di uno specchio d’acqua di 71 mila metri quadri).

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PORTO DI GENOVA: INTERVENTO DI ROBERTO DELOGU

 

A cinque mesi dalla scadenza del primo mandato di Luigi Merlo (presidente dell’Autorità portuale genovese) e di Giambattista D’Aste (segretario generale dello stesso ente) si evidenzia con grande chiarezza la difficile situazione di chi, nel porto, ci lavora. Il bilancio della gestione Merlo - D’Aste è assai negativo: per i lavoratori portuali, sempre più isolati e con poche prospettive di sviluppo, le cose sono molto peggiorate. La pressione sui lavoratori (per le continue indagini della magistratura) è pesante, ma i vertici non prendono posizione. Non solo: mentre tra i dipendenti dell’Autorità portuale serpeggia lo sconforto, si assumono militari per gestire il Demanio.

Inoltre, le gare che sono state bandite hanno consegnato la maggioranza delle aree e del lavoro dello scalo genovese al gruppo Gavio che, oltre a gestire il Terminal San Giorgio e il Terminal della Frutta (con gli operai che ruotano sulla cassa integrazione guadagni), probabilmente gestirà anche il Multipurpose e, di conseguenza, la Grendi ha già trasferito a Vado i lavoratori.

Inoltre, in cordata con il gruppo dirigente della compagnia Pietro Chiesa (gli storici “Carbunin”), Gavio ha vinto la gara delle manovre ferroviarie. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: operai in cassa integrazione guadagni e in ferie forzate, azzeramento di alcune professionalità, esternalizzazioni, mancata manutenzione dei mezzi, al punto da essere costretti – lo hanno denunciato i sindacati - ad affittare i locomotori per poter eseguire le manovre! Come se non bastasse, ad oltre un anno dall’acquisizione da parte della Pietro Chiesa, lo sviluppo è pari a zero e le relazioni sindacali sono quasi nulle.

Per non parlare delle nomine, quanto meno originali…. all’Ente Bacini, la carica di amministratore delegato è stata assegnata a una persona che proviene dal mondo delle ferrovie!

La prossima gara sarà per l’appalto della pulizia e della raccolta dei rifiuti. E, anche in questo caso, ci aspettiamo che i diritti dei lavoratori subiscano un altro duro colpo.

Comunisti Sinistra Popolare crede che l’attuale presidente Merlo abbia più volte fatto rimpiangere il suo predecessore, se non altro per le responsabilità che Giovanni Novi ha saputo assumersi. Sarebbe utile aprire un confronto con i lavoratori del porto e chiedere un loro parere sui risultati conseguiti dall’attuale gestione dell’Authority. Non chiediamo le primarie, esercizio di falsa democrazia dove chi vince decide, con il suo programma e senza confronto. Ci piacerebbe invece, che venisse presentato un programma di sviluppo del porto, con al centro le esigenze dei lavoratori e dei precari, sfruttati per fare arricchire le agenzie di lavoro interinale (vedi Intempo).

Comunisti Sinistra Popolare chiede che la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale non si limiti alla scelta delle istituzioni locali, ma  venga condivisa anche da chi il porto lo fa vivere tutti i giorni, con sudore, fatica e purtroppo qualche volta con la vita: i lavoratori.

 

Il segretario regionale di CSP

                                                                                              Roberto Delogu

VERTENZA FINCANTIERI: DICHIARAZIONE DI MARCO RIZZO

“Comunisti Sinistra Popolare è al fianco degli operai dello stabilimento Fincantieri di Genova Sestri - Ponente nella lotta per il mantenimento del posto di lavoro – dichiara Marco Rizzo, segretario nazionale di Comunisti Sinistra Popolare - Ancora una volta il Governo non ha mantenuto gli impegni assunti il 3 giugno scorso con le istituzioni genovesi e con i vertici di Fincantieri. L’accordo di programma prevede il ribaltamento a mare dello stabilimento di Sestri e l’acquisizione di nuove commesse; ad oggi, con i fondi sensibilmente ridotti, siamo ancora in attesa del decreto che dia il via libera ai lavori, mentre nessuna nuova commessa è stata acquisita. Noi Comunisti – conclude Rizzo - chiediamo con forza che la vertenza di Fincantieri sia affrontata a 360 gradi, implementando gli stabilimenti in difficoltà e salvaguardando le realtà di eccellenza, a partire da Sestri Ponente”.

Lettera di Marco Rizzo sulla crisi ai direttori dei giornali.

Gentile Direttore,

pur non avendo rappresentanza parlamentare, noi comunisti seguiamo con grande attenzione le vicende economiche del Paese e la stessa discussione che avviene nelle sedi istituzionali, anche se, per la qualità generale dei “nominati”, non ne sentiamo particolarmente la lontananza. Ci preoccupa l´ulteriore carico di sacrifici che saranno richiesti ai lavoratori italiani ed anche alle classi medie che stanno subendo un processo di neo-proletarizzazione. Ma ci preoccupa in particolar modo che la politica nel suo complesso non appaia assolutamente in grado di risolvere questa crisi.

Chi governa non ha alcun potere di risolvere la crisi e ogni suo tentativo si trasforma solo nel prolungare la crisi stessa. Crediamo che Berlusconi rappresenti un male per il Paese, ma non siamo tra quelli che ritengono che un semplice cambio di governo possa risolvere il problema. La soluzione non è certo un governo tecnico, un super primo ministro, od anche elezioni anticipate ed un cambio di maggioranza di governo.

Ma di certo  la soluzione non sono le misure “lacrime e sangue” richieste dall´Europa dei banchieri, effimero e lontano luogo della reale sovranità politico-economica del nostro Paese, commissariato oggi più di ieri. Anzi più prenderemo le distanze da questa Europa e dai suoi cantori nostrani e meglio sarà. Infatti l’Unione Europea è una delle cause dei nostri problemi. Siamo oggi l’unica forza di sinistra e comunista in Italia (ma in Grecia i comunisti del KKE lo dicono da tempo) che ha il coraggio di dire questa semplice cosa: uscire dall’Unione Europea e non sottostare più ai suoi ricatti non pagando più il cosiddetto debito pubblico è uno dei punti per la soluzione del problema.

Il trattato di Maastricht del 1992 è una delle nostre prigioni. Un accordo non votato da nessun popolo che è stato costruito solo sulla base del denaro, con le regole del “mercato” assurte a divinità infallibile. Quante volte ci siamo sentiti ripetere: “senza l’Euro, chissà a quale disastro saremmo andati incontro…” eppure proprio con l’arrivo della moneta unica le conseguenze sono parsi evidenti ai più: ogni genere di consumo giornaliero che costava mille lire raddoppiò ad un euro ed i portafogli, specie quelli delle classi meno abbienti, si ritrovarono dimezzati. Oggi, in base a questi assurdi accordi, la Banca Centrale Europea, (che è praticamente in mano agli stessi privati che siedono – o sono collegati a coloro che siedono – nei consigli di amministrazione delle banche centrali dei singoli stati – la Banca “d’Italia” è in mano per l’85% a banchieri privati), ci impone direttamente le misure di sacrifici che sono dovute all’aumento del debito “pubblico” che lei stessa innalza, in una “partita di giro”, con annesso conflitto d’interessi, tramite le agenzie di rating (gli stessi malandrini che hanno incentivato la crisi finanziaria classificando come titoli a tripla A i mutui subprime spazzatura perché pagati in veste di consulenti dalla stessa finanza che aveva inventato quelle obbligazioni). E’ forse a questa “banda” che vogliamo affidare il nostro Paese ? Non ci bastano le imposizioni su ogni aspetto della nostra vita quotidiana, per non parlare della guerra alla Libia, della Tav e delle “grandi Opere”? Eppure a sentire parlare la politica tutta, di destra e di sinistra (ancor più corrotta perché debole e ancor più debole perché corrotta), l’informazione ed –ahimè- la quasi totalità di una confusa opinione pubblica, non ci sono altre strade che accettare i dicktat europei. Piero Ichino, uno dei sacerdoti minori del culto europeo, ci spiega, ad esempio, che sia l’uscente presidente della BCE,  Trichet, sia l’entrante Draghi, indicano una ulteriore e profonda riforma del nostro diritto del lavoro come condizione necessaria per l’intervento della stessa BCE. Le nostre relazioni industriali passeranno così dalla precarietà del lavoro ormai per tutti, ad un inizio di vera e propria schiavitù!!

Insomma chi cerca soluzioni in seno all’Europa si illude, non fa altro che appigliarsi ad una cieca ricerca di stabilità, mentre questa crisi travolgerà tutto e ingrasserà, con cifre difficilmente immaginabili, solo i pochi gruppi dei grandi banchieri, che però rischiano di vedere saltare, forse prima che poi, il malefico giocattolo che hanno creato, in quanto i dati della crisi appaiono sempre più strutturali, una vera e propria crisi di sistema.

Se è giusto quindi attaccare senza esitazione l’Unione Europea come obbiettivo immediato in quanto corresponsabile della crisi , dobbiamo anche pensare a cosa proporre strategicamente.

Quando nel 2008 il fallimento della “Lehman Brothers” segnò lo scoppio della crisi, la maggior parte degli economisti, seguiti a ruota dai politici, parlarono di “crisi finanziaria”, come di qualcosa di distante dall´economia reale. La finanza era la responsabile, un corpo malato in un corpo sano che rischiava di trascinare con sé tutta l´economia. Dire che la colpa è della finanza non spiega perché lo sviluppo della finanza sia giunto ad un livello tanto imponente rispetto alla cosiddetta “economia reale”. Andando ad analizzare il processo che determina questo risultato si scoprirebbe che è proprio nell´economia reale, e più precisamente alle fondamenta stesse di questo sistema che si annida il problema.

L´origine di questa crisi sta nella distanza sempre maggiore tra la ricerca del profitto ed il soddisfacimento dei bisogni dell´uomo. In questo sistema si produce ciò che conviene produrre per trarre maggior profitto, non ciò di cui ci sarebbe bisogno. A conferma della veridicità di questo processo sta l´espansione senza limiti del sistema pubblicitario – ossia del meccanismo di induzione del bisogno – avvenuto negli ultimi cinquant´anni. Alla lunga questo fenomeno genera un forte divario, che porta a quella che erroneamente è chiamata “sovrapproduzione”. Erroneamente perché non si produce più di quanto sarebbe necessario – come i fautori della cosiddetta decrescita sostengono – ma in modo diverso rispetto al necessario. La necessità di superare questa empasse spinge alla ricerca di luoghi alternativi per conseguire profitto e spiega l´esplosione della finanza. Ma come si può agilmente comprendere allora, la finanza non è che un elemento derivato, che trae la sua origine proprio dal centro del problema. Fino a quando non si rimetterà in discussione l´idea del profitto come obiettivo ultimo non si farà altro che intervenire su elementi secondari e derivati. Ogni politica destinata a mettere un freno alla crisi si risolverà in un nulla e nella necessità di ulteriori misure, sempre più aspre, ma sempre più inutili.

È’ necessario riportare al centro della discussione una riflessione sul “cosa produrre” e sul “come produrre” nonché sulla necessità di una eguale distribuzione a livello globale delle risorse, tenendo conto che le risorse ambientali del pianeta sono definite. Proprio questo è il tema che manca nella discussione in questo momento. L´attualità e la necessità di questa riflessione sono sotto gli occhi di tutti. Mentre il calo delle borse spinge gli investimenti verso i beni di prima necessità, come il grano e i cereali, alterandone i prezzi, milioni di persone sentiranno la fame sulla propria pelle, e andranno ad ingrossare le file di disperati pronte a rischiare la vita salendo su un barcone per la necessità di mangiare!

I lavoratori italiani stanno pagando la crisi al pari dei lavoratori greci, spagnoli, portoghesi, degli altri paesi del mondo e così via. Una crisi globale, una crisi di sistema, la cui risposta può essere solo globale e anch´essa di sistema, nel senso di mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava indiscutibile. Solo cambiando radicalmente il nostro modello di sviluppo, solo sostituendo al capitalismo e alla logica del profitto un diverso modo di produzione e un sistema di re-distribuzione delle risorse basato sui reali bisogni (noi lo chiamiamo Socialismo) potremmo salvarci dal baratro. Tutto il resto ha il valore delle cure palliative, può tentare di alleviare le sofferenze del malato e tenerlo in vita un periodo limitato di tempo in più, ma non può salvarlo dal suo destino.

Qui da noi i  risultati di queste cure le abbiamo viste da almeno trent´anni ed il popolo italiano ne sta comprendendo a pieno anche gli effetti. La via esiste, basta cominciare a spiegarla e a farla vedere.

 

Marco Rizzo, segretario nazionale Comunisti Sinistra Popolare

Nessuna differenza tra centro sinistra e centro destra

La politica economica e finanziaria del centro sinistra si è nuovamente rivelata più destrorsa di quella del centro destra. Sono trascorsi solo quindici giorni dall’ eccezionale risultato del referendum, con gli esponenti del Partito Democratico che hanno tentato di accreditarsi il successo rilasciando roboanti dichiarazioni e spingendo i loro dirigenti a cantar vittoria nelle piazze (dimenticando che, proprio gli stessi dirigenti, si erano dati un gran daffare per lo smantellamento delle aziende pubbliche) e ora la giunta comunale di centro sinistra dichiara di voler mantenere le sue strategie. Il che significa la vendita del 40% della quota di Amiu S.p.A. e dei Bagni Comunali. Per il resto si vedrà……alla faccia della democrazia e delle indicazioni espresse dai genovesi (oltre il 60% degli aventi diritto ha votato ). Ma ciò che lascia interdetti è la secca smentita sbattuta in faccia agli assessori dei partiti sedicenti “di sinistra” (Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà). I poveri ingenui si erano precipitati in piazza a dire “si cambia”…. ma forse non avevano fatto i conti con la maggioranza di giunta…CONTINUA A LEGGERE

 

SOLIDARIETA' MILITANTE CON I LAVORATORI GRECI E CON LA LORO AVANGUARDIA, IL KKE!

Risoluzione della Direzione Nazionale sulla situazione in Grecia

Gli artigli rapaci del capitalismo europeo, dei suoi monopoli e delle sue banche, stanno stringendo la gola dei lavoratori greci, cercando di imporre una manovra economica insostenibile e di per sé fallimentare, che avrebbe come solo risultato la rapina e la depredazione delle risorse produttive della Grecia, la sua spoliazione da parte delle maggiori potenze imperialiste europee ed internazionali, l'immiserimento di vaste masse di popolo e un ulteriore sprofondamento nella spirale della crisi.

L'Unione Europea e la Banca Centrale Europea non hanno alcun piano di salvataggio dei paesi in crisi, ma solo un insieme di strumenti di ricatto e rapina imperialista.

L'erogazione dei prestiti per evitare il default è infatti subordinata alla selvaggia privatizzazione di tutto ciò che può essere depredato ed è congegnata in modo da tutelare non il popolo greco, ma le grandi banche internazionali che detengono il debito greco.

La concessione di prestiti implica che questi vengano restituiti con gli interessi e questo aggrava il carico debitorio della Grecia, ponendola in una situazione di sempre maggiore dipendenza.

La politica di rigore, tagli e compressione salariale che UE e BCE esigono come condizione per l'erogazione del prestito deprimono ulteriormente la domanda interna, colpendo variabili come l'investimento pubblico, il consumo e il risparmio con effetti depressivi.

Con questa politica di riduzione del rapporto deficit/PIL, la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica, l'infrastrutturazione, il livello di qualificazione del lavoro e tutto ciò di cui un paese avrebbe bisogno per crescere economicamente, con un insostituibile ruolo dell'investimento pubblico, deve essere tagliato in nome del pareggio dei conti, ma questo contribuisce a rendere il paese meno “competitivo” anche da un punto di vista strettamente capitalista, a deprimere ancora la domanda e, nel migliore dei casi, a tenere fermo il PIL. Anche sotto questo aspetto, il risultato è fallimentare.

La depressione, d'altra parte, provoca minori introiti fiscali, il che contribuisce a peggiorare i conti pubblici.

Una valuta forte come l'euro, sottratta alla sovranità degli stati nazionali, contribuisce a deprimere le esportazioni (domanda estera) con conseguente peggioramento del saldo della bilancia dei pagamenti.

La politica di contenimento dell'inflazione attraverso l'aumento del costo del denaro ha effetti depressivi sul piano della crescita economica, peggiorativi per la posizione degli stati più indebitati, sperequativi in termini di acutizzazione delle contraddizioni interimperialiste all'interno della stessa UE (tra paesi a diverso grado di sviluppo economico).

Pertanto, le politiche messe in atto da UE e BCE si rivelano fallimentari e bancarottiere anche rispetto alle finalità che si propongono. Emerge chiaramente l'incapacità del capitalismo a gestire e risolvere la sua stessa crisi, se non tentando di farla pagare ai lavoratori e ai popoli.

Abbiamo coscienza del fatto che la rapina selvaggia, dopo la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna, si abbatterà anche sull'Italia: noi saremo i prossimi. Per questo ci prepariamo e lanciamo la parola d'ordine:

FUORI DALL'UNIONE EUROPEA! FUORI DALL'EURO!

I POPOLI RIFIUTINO DI PAGARE UN DEBITO CHE NON E' LORO!

Per evitare la bancarotta, provocata della UE e della BCE e l'avvitamento nella spirale del debito c'è un sola via: non pagarlo, onorando solo quella sua parte che è detenuta dal piccolo risparmio e dai fondi previdenziali e pensionistici.

La nazionalizzazione delle banche e dei monopoli, delle grandi imprese, la loro gestione pianificata, con la partecipazione e il controllo da parte dei lavoratori, la conquista del potere politico da parte della classe operaia e dei suoi alleati sono l'unica alternativa alla miseria e all'imbarbarimento!

I COMUNISTI E I LAVORATORI D'ITALIA SONO AL FIANCO DEI FRATELLI GRECI IN QUESTA BATTAGLIA DI CLASSE E DI CIVILTA' E A LORO SI STRINGONO IN UN MILITANTE ABBRACCIO INTERNAZIONALISTA.

 

CON QUESTA GENTE NON VOGLIAMO PIU' AVERE NULLA A CHE FARE

firmato Marco Rizzo

Nichi Vendola (SEL), intervista all’Espresso del 17/23 giugno 2011, pag 48:

Gli artefici della svolta? …l’impegno di due grandi cattedre: quella di papa Ratzinger e quella del papa laico, Mario Draghi.”

Sì, aggiungiamo noi , nientepopodimeno che Ratzinger ed il capo in pectore della Banca Centrale Europea, il Vaticano ed il Capitalismo come esempi per la futura sinistra che verrà!!

Fosco Giannini (PdCI-FDS), articolo del 14 giugno 2011:

Dobbiamo voltare pagina…non vi sono alternativa ad un’alleanza tra il Pd e le forze della sinistra….anche se purtroppo le cose dette da Vendola.., non sembrano andare in questa direzione”.

Della serie: “vengo anch’io, no tu no!”. La fine di ogni dignità comunista per pietire due posticini.

Basta, con questa gente non vogliamo più avere nulla a che fare!

Costruire il Partito Comunista, contro il capitale ed i suoi servi!

SCARCERATI I CINQUE COMUNISTI ASTURIANI ARRESTATI

Mobilitazione e solidarietà smontano le false accuse

Pubblichiamo il Comunicato del Comitato Esecutivo del PCPE

 

 

COMITATO ESECUTIVO

LA MOBILITAZIONE E LA SOLIDARIETA' SMANTELLANO LA MONTATURA POLIZIESCA CONTRO I 5 MILITANTI COMUNISTI DELLE ASTURIE

In un giorno come oggi, quando l'informazione è incapace di occultare la situazione di collasso economico e sociale che sta attraversando il capitalismo europeo e mondiale, abbiamo ricevuto con gioia tremenda la notizia che la falsa accusa di “terrorismo” che aveva portato i nostri compagni davanti alla Corte Nazionale è stata completamente smentita e, per tanto, cessa di essere di competenza di questo tribunale speciale per l'ordine pubblico, del quale continuiamo ad esigere lo scioglimento inmediato. Continuano le farse per alcune infondate accuse di danneggiamento in un tribunale di Llangreu, ma si disfa la montatura poliziesca che, attribuendo la competenza alla Corte Nazionale, pretendeva con un salto qualitativo di approfondire la campagna di criminalizzazione della lotta dei/delle comunisti/e.

 

Vogliamo denunciare, con tutte le nostre forze militanti, tutti i responsabili del Ministero dell'Interno che, a partire dal ministro Rubalcaba fino al commissario incaricato delle operazioni, passando per Antonio Trevín, prefetto delle Asturie, hanno ordito questa nuova montatura poliziesca con il solo scopo di troncare alla radice la risposta organizzata della classe operaia e della sua avanguardia politica alla crisi sistemica del capitalismo. Il sistema sa di essere incapace di soddisfare le più elementari esigenze della maggioranza della società e che, poiché l'unico scenario futuro che prevede è l'aumento dello sfruttamento e l'eliminazione di tutti i diritti conquistati in questi anni con la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, gli resta solo l'inasprimento della repressione contro gli elementi più organizzati e coscienti della classe operaia, della gioventù e dei settori popolari. La loro vera paura è verso l'unica cosa che sanno essere in grado di spezzare la loro egemonia: la lotta organizzata della classe operaia e dei suoi alleati. Per questo adesso concentrano i loro attacchi contro il PCPE e i CJC (Collettivi della Gioventù Comunista).

 

Tuttavia, sanno bene che non ci piegheremo, né ci faremo ingannare dai loro richiami a una maggiore democrazia all'interno del capitalismo. Nel nostro DNA, ereditato dai milioni di comunisti che, nel corso della storia, hanno saputo dare il meglio delle loro vite per realizzare una società libera dallo sfruttamento, non c'è posto per l'inganno di riformare il capitalismo per renderlo più umano. Noi non abbandoneremo il nostro proposito di costruire un ampio blocco operaio e popolare, capace di guidare le grandi masse sociali verso il Socialismo e il Comunismo. E' l'unica alternativa possibile a questo sistema senile e criminale che, nella sua decadente spirale di follia, non solo ha bisogno di eliminare qualsiasi diritto politico, sociale e del lavoro, ma sta dimostrando anche di essere in grado di cancellare la vita sul Pianeta.

 

Facciamo un appello ad innalzare un muro di solidarietà e appoggio reciproco che impedisca che situazioni come quella vissuta dai nostri 5 compagni restino dimenticate nel silenzio delle prigioni. Siamo coscienti che la represione continuerà e sta solo a noi rafforzare la solidarietà e la capacità di risposta verso tutti i compagni di lotta che soffrono per la repressione. Infine, vogliamo esprimere forte e chiaro che siamo orgogliosi della capacità di risposta della militanza del Partito e della Gioventù e commossi dalle centinaia di manifestazioni di solidarietà ricevute. Sappiamo che la solidarietà e l'appoggio delle masse sono la nostra migliore difesa contro la repressione borghese e, poiché è impossibile ringraziare tutte e tutti personalmente, lo faremo con l'abbraccio che i nostri compagni delle Asturie daranno oggi ai loro 5 compagni liberati dal carcere.

 

VIVA LA LOTTA DELLA CLASSE OPERAIA!

PER IL SOCIALISMO E IL COMUNISMO!

LIBERTA' IMMEDIATA PER I COMUNISTI SPAGNOLI ARRESTATI!

SOLIDARIETA' CON TUTTI I COMUNISTI PERSEGUITATI IN EUROPA E NEL MONDO!

Il 14 giugno agenti in borghese della polizia spagnola, nel miglior stile dei loro predecessori della Brigata Politico-Sociale del regime franchista, hanno fatto irruzione nella sede del Partito Comunista dei Popoli di Spagna a Candás, nelle Asturie e, senza dare alcuna spiegazione, hanno arrestato e portato via Vanesa García Rodríguez e José Ivan Fernandez, membro del CC del PCPE. Solo in un secondo tempo si è saputo che erano accusati di avere lanciato bottiglie molotov il 15 gennaio scorso. Contro di loro verranno quindi applicate le durissime leggi anti-terrorismo. A questi arresti si aggiungono i mandati di cattura, sempre con la stessa accusa, per altri tre militanti della sezione territoriale delle Asturie, regione in cui si trova la cittadina di Carreño, dove, guarda caso, il PCPE aveva ottenuto un brillante risultato elettorale.

(continua a leggere)


Lettera del Segretario Generale, compagno Marco RIZZO, all'Ambasciatore di Spagna
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ONORE AL COMPAGNO LUDO MARTENS!

La scomparsa di un grande rivoluzionario

Il 5 giugno 2011 si è spento, dopo lunga malattia, il compagno Ludo Martens, uno dei fondatori e per molti anni presidente del Partito del Lavoro del Belgio.

Comunisti Sinistra Popolare ha inviato al partito fratello il seguente messaggio di condoglianze:

 

"Cari compagni,

con profondo dolore abbiamo appreso la scomparsa del compagno Ludo Martens.

Il partito italiano Comunisti Sinistra Popolare inchina le proprie bandiere rosse dinnanzi all'infaticabile dirigente rivoluzionario Ludo Martens, il cui contributo per la diffusione e lo sviluppo del marxismo-leninismo, nella lotta per il socialismo, è da noi ben conosciuto e apprezzato.

Siamo certi che, malgrado questa grave perdita, il Partito del Lavoro del Belgio continuerà la lotta nel solco che Ludo ha tracciato.

A nome di tutto il nostro partito, vogliate accettare le nostre più sincere condoglianze.

 

Il Segretario Generale di CSP

Marco Rizzo

 

per la Commissione Internazionale del CC di CSP

Guido Ricci

presidente CCCG di CSP"

 

Al nostro messaggio di cordoglio il Partito del Lavoro del Belgio ha così risposto:

 

"Cari compagni,

a nome del Partito del Lavoro del Belgio vorrei ringraziarvi per le condoglianze inviateci in occasione della scomparsa del nostro presidente e fondatore, Ludo Martens. La vostra dimostrazione di simpatia è un sostegno per tutti i nostri quadri e membri, che sono determinati - come Ludo ci ha mostrato con il suo esempio - a perseguire fino in fondo il proprio impegno per la liberazione di tutti gli oppressi e gli sfruttati della Terra.

Calorosi saluti militanti,

 

Baudouin Deckers

Membro dell'Ufficio Politico del PTB

Responsabile Dipartimento Relazioni Internazionali"

 

L'esito referendario non ha padroni (tantomeno nel PD!)

13/06/11

 

Eppur si muove. Si muove questa volontà del popolo che, quando meno te lo aspetti, rompe le righe di una politica fantasma e si esprime con magnifica violenza nell'unico modo in cui può farlo, votando al referendum.

E' davvero la volontà popolare, questa volta al di là di ogni vuota retorica da casta politica usurata.

Il dato più importante - oltre naturalmente all'esito referendario in sé - è capire come il significato politico non sia preminente: non è preminente, per meglio dire, la storia del popolo che si ribella al governo.

Qui non si tratta, o non si tratta solo, dell'attacco alla politica di centrodestra; questo non è un referendum pro o contro Berlusconi e i suoi ministri: sarebbe troppo facile, strumentale e limitata un'analisi di questo tipo.

Infatti è strumentale, limitata e propagandisticamente stonata l'analisi offerta da Bersani: "è un referendum sul divorzio tra il paese e il governo". Eh no, caro Bersani, non ci siamo!!!

Questo esito referendario è molto, molto di più, anche se naturalmente il PD tenta, anche un po' goffamente, di tirarlo per i capelli.

Questo referendum è l'espressione di una POLITICA più alta di quella fatta dal centrosinistra in questi ultimi vent'anni. Questo referendum è un urlo collettivo di 25 milioni di italiani contrari all'ultraliberismo imperante, alla furia privatizzatrice del ceto politico di destra e di centrosinistra.

Non ci provi, Bersani, a cavalcare una volontà popolare ben più dignitosa della politica del PD, incerta, sommessa e sostanzialmente simile a quella del centrodestra nel tentativo di servire gli stessi padroni (Confidustria e Vaticano, per non sbagliare).

Venticinque milioni di italiani (!!!) hanno detto basta alle privatizzazioni, schierandosi decisamente dalla parte del pubblico, della difesa dei servizi che devono rimanere pubblici (e quindi non solamente acqua, ma anche scuola, sanità, trasporti)- Venticinque milioni di italiani si stanno mettendo di traverso sulla strada che porta all'annichilimento del welfare state, sbandierato dal PDL e, di fatto, sostenuto dalle politiche centriste del PD.

Sappiano i signori del PD, quelli che oggi erano in piazza Deferrari a Genova, tanto per capirci, quelli che fino a ieri sedevano - e siedono ancora - nei consigli di amministrazioni di società private alle quali sedicenti giunte di centrosinistra hanno regalato pubblici servizi della collettività, quelli pronti a saltare all'ultimo momento sul carro dei vincitori perché sentono che il vento sta cambiando, sappiano questi signori che non accetteremo un passo in più verso le privatizzazioni dei servizi pubblici genovesi, verso la svendita dell'Amiu, di Aster, di Genova Parcheggi.

Lo sappia il Comune, lo sappia la Regione, lo sappia un centrosinistra troppo attento ai posti nei vari CdA, che ha dimenticato le proprie origini, che ha abdicato dai suoi principi.

Viva il referendum, quindi, che ha portato a due grandi risultati: la condanna della politica liberista della destra e una chiara ammonizione al centrosinistra.

I COMUNISTI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

Ordine del Giorno contro le privatizzazioni cittadine

Presentato al Municipio Bassa Val Bisagno dall'Assessore al Tempo libero, Sport, Politiche giovanili, Servizi civici, Luca CORSI, Comunisti - Sinistra popolare, APPROVATO A MAGGIORANZA

ORDINE DEL GIORNO

 

Oggetto: Privatizzazioni delle aziende pubbliche partecipate dal comune

 

Il Municipio III Genova - Bassa Val Bisagno,

 

PRESO ATTO

delle ultime dichiarazioni dei vertici del comune che annunciano la volontà di cedere ai privati il 40% delle aziende pubbliche da esso partecipate o, in subordine, di cederne la totalità della gestione,

 

CONSIDERATO

  • che le suddette aziende, erogando sevizi indispensabili ai cittadini e di particolare utilità sociale, rivestono grande importanza strategica per il comune;

  • che alcune di esse attualmente producono utili consistenti per il comune, mentre altre, nonostante la diminuzione del personale e degli investimenti e un sempre più massiccio ricorso alle esternalizzazioni, continuano a mantenere livelli di efficienza ragguardevoli e altissime potenzialità economiche,

 

CONSIDERATO INOLTRE

  • che le privatizzazioni (come del resto a Genova ci insegna anche l'esperienza di parziale privatizzazione di AMT) comportano sempre aumenti tariffari, diminuzione della qualità dei servizi erogati e calo dell'occupazione

  • che, anche in presenza di cessioni di quote non maggioritarie ai privati, questi ultimi impongono sempre condizionamenti pesanti al punto da prefigurare di fatto tali quote di minoranza come delle vere e proprie “golden share” nelle loro mani;

  • che privatizzando le proprie aziende il comune perde gli strumenti per determinarne l'indirizzo e assicurare il controllo su scelte politiche fondamentali così come previsto dal nostro ordinamento costituzionale e attribuisce così di fatto ai consigli di amministrazione parte significativa delle proprie prerogative e dei propri poteri sottraendoli ai rappresentanti eletti dai cittadini e creando quindi un pericoloso “vulnus” alla nostra democrazia;

  • che attraverso queste politiche di privatizzazioni si rischia di trasformare il comune in una sorta di “bad company”, poiché si cede ciò che produce utili e si mantiene ciò che è in perdita.

 

RITENENDO COMUNQUE

  • sia inaccettabile risolvere i problemi di bilancio svendendo il patrimonio pubblico,

 

RILEVA

  • come per l'ennesima volta, anche di fronte ad una scelta di grandissima rilevanza sul piano politico ed economico, si sia seguito un metodo ed un percorso che ha escluso dalla discussione e dai processi decisionali i consigli di Municipio,

 

ESPRIME

forte contrarietà alla privatizzazione anche parziale delle aziende partecipate dal comune

 

ED IMPEGNA

la Civica Amministrazione a non procedere su tale strada, bloccando da subito tutte le iniziative fino ad ora assunte in merito ed avviando un confronto serio con i lavoratori interessati e la cittadinanza tutta sulle politiche da intraprendere per il rilancio e lo sviluppo di dette aziende ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

 

 

Luca CORSI

 

FINCANTIERI: SOLO LA LOTTA PAGA!

Dichiarazione del compagno Marco RIZZO, segretario generale di Comunisti Sinistra Popolare

(ANSA) – GENOVA, 3 GIU –

Se il piano di Fincantieri viene ritirato, come pare, siamo soddisfatti ma non ci fidiamo’. Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale di Comunisti Sinistra Popolare, Marco Rizzo.

Come si vede – aggiunge – solo la lotta paga. Ma ora servono garanzie, serve un piano di ricerca, riconversione e sviluppo che conservi e ampli l’occupazione. Non vorremmo che dietro ci fossero idee di privatizzazione, riduzione dei diritti dei lavoratori ed altro che già ben conosciamo. E’ chiaro – conclude – che la dirigenza del gruppo Fincantieri deve trarre le conseguenze da questa vicenda’.(ANSA).

COM-GTT 03-GIU-11 15:29 NNNN

3 GIUGNO: TUTTI A ROMA!

COMUNISTI SINISTRA POPOLARE 

saluta i lavoratori di FINCANTIERI e lotta al loro fianco per la difesa del lavoro.

 

COMUNISTI SINISTRA POPOLARE  chiama alla lotta per:

escludere la chiusura dei cantieri navali

studiare e avviare al più presto un piano nazionale della cantieristica con il coinvolgimento dei lavoratori;

evitare privatizzazioni che aggraverebbero soltanto i problemi esistenti, liberando governo e politici dalle proprie responsabilità e consegnando i destini di aziende produttive d'eccellenza nelle mani di privati e speculatori;

esigere le dimissioni in blocco dell'attuale Consiglio d'Amministrazione di Fincantieri che ha già dato abbastanza prova di inettitudine;

introdurre il principio generale della piena responsabilità patrimoniale per i manager pubblici che abbiano arrecato danno comprovato alla collettività attraverso gestioni inadeguate del patrimonio pubblico.

 

Queste sono misure immediate. Da sole non basteranno a eliminare definitivamente precarietà, povertà e oppressione, che continuano a crescere con qualsiasi schieramento, di centrosinistra o di centrodestra, momentaneamente al governo.

 

Solo organizzandosi e ricostruendo il Partito Comunista, lottando con decisione e coerenza contro il capitalismo e per il socialismo, i lavoratori riusciranno a garantirsi lavoro sicuro e qualificato, libertà del futuro e progresso equilibrato.

 

Per questo tante lavoratrici e lavoratori hanno dato vita a COMUNISTI SINISTRA POPOLARE.

 

Unisciti a noi, non delegare, lotta direttamente per la tua libertà senza fidarti di padrini e padroni!

LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DI FINCANTIERI A GENOVA

Imponente manifestazione operaia e di popolo il 27 maggio a Sestri Ponente

Una folla come non si vedeva da tempo ha invaso le strade del quartiere di Sestri Ponente, a Genova.

Tutto il popolo di Sestri, dai commercianti ai taxisti, si è stretto intorno agli operai di Fincantieri e dell'indotto delle costruzioni navali, in lotta contro la chiusura dei cantieri navali, per la difesa del lavoro, per il rilancio della cantieristica in Italia.

In un'atmosfera preoccupata ma combattiva, hanno sfilato gli operai dei cantieri navali, orgoglio della città, insieme agli operai delle altre aziende genovesi colpite dalla ristrutturazione capitalistica, l'Esaote, l'Elsag, la Selex. Presenti anche i lavoratori di Fuori Muro, ex Ferport, la manovra ferroviaria portuale, anch'essi da tempo in lotta per il posto di lavoro e il rilancio del trasporto merci su rotaia.

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Volantino del 27 maggio 2011 - Con gli operai di Fincantieri
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L'intervento del compagno Ricci e la Risoluzione approvata alla Conferenza dei Partiti Comunisti. Bruxelles 12 Aprile 2011.

Cari compagni,

permettetemi, a nome del partito italiano “Comunisti-Sinistra Popolare”, del suo CC e del suo Segretario Generale, compagno Marco Rizzo, di salutare i partecipanti all’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti Europei e di ringraziare i suoi organizzatori. L’incontro di oggi si tiene mentre è in atto l’ignobile aggressione delle potenze imperialiste allo stato sovrano di Libia. Il carattere violento dell’imperialismo non cambia. Alla propria crisi, il capitalismo risponde col tentativo di aumentare lo sfruttamento della periferia, alla ricerca di una ulteriore spartizione delle risorse altrui, più vantaggiosa per sé, ma tragica per la maggior parte dell’umanità. Questa crisi non è transitoria, non è un incidente di percorso, causato dall’azzardo eccessivo di un gruppo di speculatori finanziari, ma è strutturale. Le sue cause sono profondamente interne all’essenza stessa del modo di produzione capitalistico.

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C -SP al XVI Congresso della Federazione Sindacale Mondiale

Una delegazione dei dipartimenti esteri e lavoro di Comunisti Sinistra Popolare, con i compagni Alfonso Galdi, Ivana Fiondi, Denis Valenti, Canzio Visentin e Massimo Zucchetti, ha partecipato al 16esimo congresso della Federazione Sindacale Mondiale, con 828 delegati provenienti da 104 paesi (per l’Italia era presente oltre a CSP anche l’USB) che si è tenuto ad Atene dal 6 al 10 Aprile 2011.

 

 

Questo l’ Intervento del compagno  Massimo Zucchetti:

“Un saluto, compagni, amici del 16 ° World Trade Union Congress. Grazie per essere qui da tutto il mondo, per raccogliervi in questa occasione cosi’ importante, grazie a tutti i compagni greci del Comitato Organizzatore  che ci han permesso di essere qui in qualità di osservatori, e un caloroso ringraziamento a tutti i compagni del Comitato Organizzatore per l'organizzazione – eccellente e perfetta - di questo congresso. Vi porto i saluti del nostro Segretario Nazionale, Marco Rizzo, e di tutti i compagni del nostro partito - una delegazione e’ qui ad Atene al Congresso - e in Italia.

 

Parlo a nome del nostro partito, Comunisti Sinistra Popolare. Siamo un partito comunista che in Italia ha scelto di non avere compromessi e nessuna alleanza di sorta con il cosiddetto "centro sinistra" (Partito Democratico); naturalmente, siamo all’opposizione dell'attuale governo neo-fascista in carica in Italia.

 

Vorrei dare una breve descrizione della situazione dei lavoratori in Italia e l’intervento si concludera’ con una dichiarazione.

Noi pensiamo che, attualmente, vi è una situazione di grande crisi nel settore dell'occupazione in Italia, e in particolare:

- Un aumento preoccupante della disoccupazione, soprattutto tra i giovani (1 su 3 dei giovani è disoccupato).

- La precarieta’ del lavoro e’ la piaga dominante: essa è diventata la forma usuale di accesso al lavoro, per mezzo di posti di lavoro non permanente, senza alcuna garanzia per il lavoratore.

- Inoltre, la precarieta’ non riguarda solo il primo periodo della carriera dei lavoratori, ma è esteso a tutta la vita di lavoro. È oramai possibile diventare vecchi mentre si lavora in un modo precario.

- La flessibilità è un altra nefasta parola chiave. Il lavoratore ha poca o nessuna garanzia circa il numero di ore da lavorare, e dei luoghi  di lavoro che gli sarà chiesto di frequentare: questo viene sempre omesso nei contratti-capestro che i lavoratori sono costretti ad accettare.

- Ciò è dovuto alle nuove norme introdotte dalla nuova normativa di legge (progettate da tutti i governi - sia centro-destra e centro-sinistra - che sostanzialmente sono d'accordo su tali strategie), legislazione che è stata particolarmente dura contro la classe operaia e in netto favore dei grandi gruppi capitalistici.

- La precarieta’ ha investito  anche alcune figure di lavoratori  che sembravano intoccabili, come i dipendenti statali. Anche le professioni della ricerca, della scuola, dell’università e così via, sono colpite dalla precarizzazione e da retribuzioni ridicolmente basse; così i ricercatori più brillanti italiani scelgono di abbandonare la ricerca e andare all'estero, o smettere di essere ricercatori e cercare di riciclarsi nel settore industriale con grandi difficoltà.

 

Abbiamo anche notato - a causa delle situazioni elencate in precedenza - un forte aumento del conflitto di classe e sul territorio, anche se con la deludente caratteristica di una chiara mancanza di connessione tra le lotte, che sono spesso scoordinate tra loro. Esse possono portare a volte ad accordi economici che paiono vantaggiosi, ma rinunciano a qualsiasi idea di significato politico e  visione globale.

 

Ciò è dovuto alla mancanza di una classe sindacale forte e riconosciuta. Schematicamente, il sindacato in Italia può essere diviso in tre segmenti: i primi due sono entrambi parte della Confederazione internazionale dei sindacati. Sono i sindacati CISL, UIL e altri sindacati minori (con circa 8 milioni di iscritti) di ispirazione padronale. Vi e´ poi la Cgil, di derivazione eurocomunista e socialista, con una minoranza di classe (circa 6 milioni di iscritti), che ha come compito principale quella di sostenere l'opposizione di centro-sinistra al governo Berlusconi.

L'ultimo segmento potrebbe essere definito, almeno in linea di principio, il sindacalismo di base e di classe (USB, Cobas e altri sindacati minori, circa 400 000 iscritti), purtroppo con una posizione di minoranza (anche se di lotta) tra i lavoratori. Salutiamo anche qui in questa Conferenza la presenza di USB - Unione Sindacale di Base.

 

Abbiamo bisogno di ripensare l'azione sindacale e la relazione con l'azione politica nel nostro paese. A causa di questo fatto, siamo ancora in una fase di riflessione e di organizzazione. Tuttavia, naturalmente,  stiamo cercando di promuovere la lotta con tutti i nostri mezzi e di seguirla e sostenerla ovunque.

 

Vorrei concludere il mio intervento con una dichiarazione sulla guerra in Libia. Ma vorrei chiamarla con il suo vero nome: l'aggressione imperialista NATO e UE in Libia. Non si possono non riprendere le parole che il compagno Mavrikos ha detto all'apertura del Congresso: noi pensiamo che i proletari – con in testa la classe operaia - hanno tutti il diritto storico di lottare per i loro diritti e per migliori condizioni di vita, per la  giustizia e la libertà. Ma questo non deve essere fatto con l'aiuto dei missili e delle bombe imperialiste! L'aggressione imperialista in Libia non ha alcuna intenzione di aiutare il popolo libico, ma e’ fatta solo per mettere le mani sporche dell’imperialismo sul petrolio libico e le altre risorse, per commettere di nuovo un crimine di guerra e un altro furto contro il terzo mondo. Noi diciamo NO alla guerra, come abbiamo detto NO alla guerra in Iraq, NO nei Balcani e NO in Afghanistan. Ciò non ha nulla a che fare con dare alcun sostegno al governo locale, e non esclude assolutamente la solidarietà con i proletari in lotta per la loro libertà in tutto il mondo. Abbiamo pubblicato un libro che mostra gli effetti delle armi a uranio impoverito radioattivo che la NATO e gli Stati Uniti hanno buttato in Iraq, Jugoslavia e Afghanistan, e ora in Libia: migliaia e migliaia di civili che muoiono di cancro, migliaia di bambini innocenti nascono con malformazioni orribili. È questa la vostra guerra umanitaria? NO alla guerra imperialista, ora e sempre!

CONTINUIAMO A LOTTARE CON CHI LOTTA, PER L'INTERNAZIONALISMO, PER IL TRIONFO DELLA RIVOLUZIONE PROLETARIA! HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! REVOLUCION O MUERTE! VENCEREMOS! “

 

Massimo Zucchetti Comunisti Sinistra Popolare (CSP)

 

COMUNICATO STAMPA

 

PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA A MIGNANEGO

30/03/11


Ieri sera, in consiglio comunale a Mignanego, centro-destra e centro-sinistra hanno votato compatti contro la proposta, del consigliere di Comunisti-Sinistra Popolare, Marco Manenti, con cui si chiedeva di inserire nello statuto comunale una norma che sancisse il mantenimento del controllo pubblico sulla proprietà e sulla gestione dell'acqua, nonché di riconoscere il diritto umano all'acqua come bene universale e inalienabile.

“Sono a favore del mantenimento pubblico della gestione dell’acqua, ma non intendo modificare lo statuto del Comune, perché non è tema regolabile da uno statuto comunale” è stata l’assurda dichiarazione del sindaco Michele Malfatti a nome del Centro Sinistra. 

E allora ci chiediamo: perché i Comuni devono mettere a gara (in altre parole privatizzare) la gestione e la distribuzione dell'acqua? E soprattutto, perché farlo a pochi mesi dal referendum, richiesto da quasi un milione e mezzo di italiani per abrogare la legge che obbliga i comuni a vendere gli acquedotti ai privati?

In realtà, quando ci sono di mezzo interessi economici consistenti, quando si tratta di fare regali al grande capitale, il PD – in Parlamento come nei piccoli comuni – si schiera con i potenti, assumendo posizioni uguali a quelle del centro-destra. come nel caso Fiat - Marchionne , sulla guerra in Libia addirittura scavalcando a destra il PDL e la Lega.

Gli abitanti di MignanegoLO DEVONO SAPERE: la maggioranza che governa il loro Comune non tutela gli interessi dei cittadini.

E TUTTI I CITTADINI ITALIANI SAPPIANO CHE il centro-sinistra non è diverso dal centro- destra.

questa finta sinistra “più realista del re”, sempre più simile a un comitato d'affari e sempre più distante dagli interessi dei cittadini, non potrà che continuare a perdere  consensi e a soccombere a Berlusconi e al centro-destra.

Comunisti-Sinistra Popolare, denunciando queste stato di cose, chiama alla lotta e lo fa partendo da fatti concreti, da situazioni che investono la vita quotidiana dei cittadini. Coloro che affermano l’utilità di appoggiare questo centro-sinistra, per proteggere i soggetti deboli della società mentono per interesse, per mendicare briciole di potere e per conservare le loro poltrone!

Noi, Comunisti - Sinistra Popolare lavoriamo per costruire un fronte che sia contro il centro-destra, ma anche alternativo al PD.   

21/03/2011

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

 

I PARADOSSI DI UNA GUERRA ASSURDA

 

1) La “No fly zone” anglo americana fece 2000 vittime fra i civili in Iraq e ha fatto stragi di civili pure nei Balcani. Se la risoluzione dell’Onu ha l’obiettivo di difendere la popolazione civile, perché gli anglo-americani stanno uccidendo civili con bombe e missili da aerei e navi?

2) I “vantaggi” di questa guerra per noi italiani saranno: pericolo per anni e anni di attentati terroristici modello Lockerbie o peggio; pericolo imminente di bombardamenti; ondate di immigrati e profughi; aumento del prezzo dei carburanti e del gas.

3) il conflitto interno alla Libia è ben diverso dalle rivolte scoppiate negli altri paesi arabi. In Libia il reddito pro-capite è 6 o 7 volte superiore ai paesi vicini; la Libia attrae parecchia manodopera africana; non ci sono immigrati libici nei paesi europei; non c’è stato un crescendo di manifestazioni popolari né scioperi degli operai nei centri industriali come in Tunisia ed Egitto. C’è in Libia una guerra tribale dei ribelli della Cirenaica che sventolano la bandiera della Monarchia Idriss e chiedono interventi Nato contro il clan tribale tripolitano di un Rais paternalistico, assistenzialista e autoritario. La volontà da parte dei giovani di costruire una vera nazione liberandola definitivamente dal dominio dei clan familiari è purtroppo una minoranza nel Paese.

4) I “crimini” che, insieme a troppa propaganda, ci sarebbero stati, riguardano «tutte le parti in armi» a detta del Procuratore della Corte Penale Moreno Ocampo,

5) Il principio della “protezione internazionale della popolazione civile”, sancito dall’Onu vale a corrente alternata: non vale per lo Yemen e il Bahrein che stanno sparando sulla folla disarmata, non vale per gli F16 dell'aviazione israeliana che rasero al suolo il Libano o Gaza uccidendo migliaia di civili innocenti; non vale per i droni di Obama che un giorno sì e l’altro pure fanno strage fra i civili in Pakistan.

6) Perché questo paradossale imponente impiego di forze, spropositato in rapporto alle capacità militari del regime di Gheddafi? Si tratta solo di una operazione militare o di una corsa all'oro nero libico creando un regime fantoccio?

7) L'Onu dovrebbe prevenire i conflitti fra gli Stati, ma ha varato una decisione che sta allargando e diffondendo la guerra, sta provocando un attacco contro la famiglia di Gheddafi, sta tracimando in una invasione neocolonialista contro un Paese che ha diritto alla propria indipendenza e autodeterminazione.

8) Il piccolo Sarkozy solo pochi mesi fa offriva aiuti militari a Ben Alì per soffocare nel sangue l’inizio della rivolta tunisina. Gli apparecchi libici che volavano bombardando i ribelli in Libia sono gli stessi jet francesi venduti a Gheddafi proprio da Sarkozy con molte insistenze.

9) la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a detta del giurista internazionale  Fabio Marcelli non può evidentemente di per sé travolgere il presidio normativo contenuto nella prima parte dell’art. 11 della nostra Costituzione

10) il centrosinistra con l’elmetto ogni volta si schiera col potente di turno, rendendosi  complice delle guerre “umanitarie” e della  “democrazia”  dei bombardamenti

11) L’Italia dei Valori appoggia la risoluzione 1973 dell’Onu ed è (nota congiunta dei parlamentari Fabio Evangelisti, Leoluca Orlando e Stefano Pedica, membri della commissioni Esteri) “nettamente contraria ad un nostro intervento militare attivo in Libia”. Ma i nostri Tornado stanno volando bombardando la Libia! 

12) È paradossale vedere tanti cattolici con l’elmetto. Si salva padre Alex Zanotelli.

13) “Tripoli sarà italiana, sarà italiana al rombo del cannon!”. È paradossale a 60 anni dagli avvenimenti del colonialismo italiano che provocò la morte di 100mila persone, rivedere un attacco militare italiano: la storia non ci ha insegnato niente?

 

IL NOSTRO SILENZIO CI FA DIVENTARE COMPLICI DELLE FUTURE STRAGI DI CIVILI.

 

FUORI L’ITALIA DA QUESTA NUOVA E SCIAGURATA GUERRA.

 

SOSTENIAMO OGNI AZIONE LEGITTIMA CHE CONTRIBUISCA A FERMARE LO SPARGIMENTO DI SANGUE E A TROVARE UNA SOLUZIONE POLITICA ALLA CRISI.

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Articolo di Josif STALIN

Nessun grande movimento degli oppressi si è compiuto nella storia dell’umanità senza la partecipazione delle donne lavoratrici. Le donne lavoratrici, le più oppresse fra tutti gli oppressi, non sono mai restate e non potevano restare ai margini della grande strada del movimento di liberazione. Il movimento di liberazione degli schiavi ha fatto sorgere, com’è noto, centinaia e migliaia di grandi martiri ed eroine. Nelle file dei combattenti per l’emancipazione dei servi della gleba militavano decine di migliaia di donne lavoratrici. Non c’è da meravigliarsi se il movimento rivoluzionario della classe operaia, il più potente di tutti i movimenti di emancipazione delle masse oppresse, ha raccolto sotto la sua bandiera milioni di donne lavoratrici.

La giornata internazionale della donna indica l’invincibilità e preannuncia il grande avvenire del movimento di emancipazione della classe operaia.

Le donne lavoratrici, operaie e contadine, costituiscono una grandissima riserva della classe operaia. Questa riserva rappresenta una buon metà della popolazione. Sarà questa riserva favorevole o contraria alla classe operaia? Da questo dipendono le sorti del movimento proletario, la vittoria o la sconfitta della rivoluzione proletaria, la vittoria o la sconfitta del potere proletario. Perciò il primo compito del proletariato e del suo reparto d’avanguardia, il partito comunista, è di condurre una lotta risoluta per sottrarre le donne, le operaie e le contadine, all’influenza della borghesia, per educare politicamente e organizzare le operaie e le contadine sotto la bandiera del proletariato.

La giornata internazionale della donna è un mezzo per conquistare al proletariato la riserva costituita dalle donne lavoratrici.

Ma le donne lavoratrici non sono soltanto una riserva. Esse possono e devono diventare – mediante una giusta politica della classe operaia – un vero esercito della classe operaia, che agisce contro la borghesia. Temprare la riserva costituita dalle donne lavoratrici, trasformandola in un esercito di operaie e di contadine che agisce fianco a fianco del grande esercito del proletariato: questo è il secondo compito decisivo della classe operaia.

La giornata internazionale della donna deve diventare un mezzo per trasformare le operaie e le contadine da riserva della classe operaia in un esercito operante del movimento di emancipazione del proletariato.

Viva la giornata internazionale della donna!

 

Tra milleproroghe e federalismo

Negli ultimi giorni sono stati approvati dal Parlamento Italiano alcuni provvedimenti sui quali il governo ha addirittura posta la questione di fiducia. Si tratta del cosiddetto “decreto mille proroghe” e del “federalismo fiscale”, una sorta di pesante finanziaria. Nonostante il suo voto sfavorevole, poco ha insistito l’opposizione sui caratteri essenziali di queste leggi che si inseriscono a grande titolo nell’ottica di quella macelleria sociale ormai da anni in atto nel nostro Paese.

Ormai sotto il polverone degli scandali a sfondo sessuale e, ultimamente, anche ciò che succede nel maghreb (senza peraltro raccontarci come facciano dei rivoltosi a resistere a degli attacchi aerei ed addirittura ad abbatterne alcuni), fanno sempre più porcherie di prima senza spiegarci i dettagli di questa loro guerra sociale contro i poveri.

Mi soffermo brevemente per rendere l’idea su tre norme contenute in questi leggi: la cedolare secca sugli affitti, l’imu, lo scorporo di Bancoposta da Poste Italiane.

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Ancora sul San Carlo di Voltri e sul comportamento della sedicente sinistra ligure

02/03/2011

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

"Sindacalisti e topi"

 

Sono sempre rimasto affascinato dalla leggenda dei topi che abbandonano la nave, prima che questa affondi. Ovviamente non si ha la certezza che questa leggenda sia vera però, se lo fosse, sarebbe incredibile. Topi che sentono l’arrivo di una tragedia ore prima che avvenga e, non si sa in che modo, schiodano sapendo che la nave verrà inghiottita dalle onde. I topi sono animali intelligenti, coesi tra di loro, che sopravvivono alle peggiori avversità e che hanno, se è vero, delle doti di preveggenza. Ma la preveggenza non è una dote esclusiva dei topi, ci sono persone dotate di poteri soprannaturali che avvertono l’arrivo di eventi drammatici molto prima che questi avvengano, come ad esempio la figlia di re Priamo, Cassandra, o Simona Cola. In effetti, questa novella sibilla cumana e delegata sindacale della CGIL, ha fatto domanda di trasferimento dall’ospedale San Carlo a quello di Sampierdarena, domanda prontamente accolta, poco prima che scoppiasse l’affaire evangelico. Dopo le prime notizie del “promesso” matrimonio tra i due nosocomi, l’ASL 3 genovese ha sospeso tutte le domande di trasferimento fatte dal personale che se lo sentiva nel culo. Ma chi è Simona Cola? Indubbiamente una bella ragazza, una tecnica di laboratorio, una delegata sindacale, una preveggente, ma anche la figlia di Luigi Cola. Chi è Luigi Cola? Già sindaco, chiamato da alcune malelingue “cementificatore”, di Cogoleto, ex segretario di sezione del PCI, poi membro delle varie ramificazioni del partito e ultimamente consigliere regionale nella giunta Burlado in Liguria. Uno dei massimi politici del XX secolo, tal Giulio Andreotti, sosteneva che: “a pensare male si fa peccato ma a volte ci s’azzecca…”. Ennio Flaiano scrisse che l’Italia è un paese di poeti, naviganti, santi e cugini, cognati, sorelle, figlie… mentre Leo Longanesi voleva che, accanto al simbolo della Repubblica, fossero incise le immortali parole: “tengo famiglia”. Non è che per caso papà Luigi, essendo “vicino” alla  giunta regionale, ha sentito dire da qualcuno, tipo Claudio Montaldo, assessore alla sanità e alle donazioni pubbliche, che la regione voleva regalare, con un’operazione che ha dello scandaloso, un bene pubblico, l’ospedale San Carlo,  ad un ente privato, l’ospedale Evangelico, e ha suggerito alla sua diletta Simona di portare via le suole prima dell’arrivo dei valdesi? Questa è ovviamente un’ipotesi messa su ad arte dalla solita vipera invidiosa, per creare scompiglio nell’eden ASL 3. D'altronde, i sindacati riuniti nella RSU aziendale non sono assolutamente intervenuti per frenare la cessione di ramo d’azienda, compiuta dalla giunta regionale di centro sinistra. Infatti questi solerti difensori dei diritti dei lavoratori, che indicono giustamente sciopero per difendere i diritti dei lavoratori migranti, non hanno alzato un ciglio per protestare nei confronti di un’operazione quantomeno discutibile e sul futuro, piuttosto cupo, di dipendenti pubblici. Questo probabilmente perché, secondo questi signori, nulla cambia, privato e pubblico sono la stessa cosa. Ma se è tutto uguale, perché la signorina Cola ha portato via la… sua graziosa presenza dal San Carlo per traslare all’ospedale di Sampierdarena, tutt’ora nelle pubbliche mani dell’ASL 3? Non ho mai letto il Capitale di Marx, sono comunque in buona compagnia visto che neanche, da sua stessa ammissione,  Walter Veltroni lo ha mai letto, però ero convinto che il grande filosofo pensatore tedesco, avesse scritto che lo Stato doveva essere il principale imprenditore, oltre a quella “baggianata” irrilevante  e anacronistica “lavoratori di tutto il mondo unitevi!”. Quindi, come è possibile che ex comunisti che si riconoscono ancora nell’idea socialista possano regalare un bene pubblico ad un ente privato? Forse neanche l’ex compagno Montaldo ha mai letto il Capitale.

Strategia per la "correzione" o per il rovesciamento del capitalismo?

(articolo del Dipartimento internazionale del CC del KKE, Partito Comunista di Grecia)

 

1/02/2011

 

Come è ben noto, il KKE il 1° dicembre 2010, nella sua lettera ai Partiti Comunisti e Operai d'Europa, ha chiesto di indebolire il Partito della Sinistra Europea [ELP European Left Party - SE] e di abbandonarlo poiché è uno strumento per intrappolare le forze rivoluzionarie all'interno del quadro capitalista, quale "fine" della socialdemocrazia.

 

Come previsto, questa iniziativa del KKE ha provocato discussioni all'interno dei diversi Partiti, membri o osservatori della Sinistra Europea. Le forze che perseguono l'allontanamento ulteriore del movimento comunista dalle sue tradizioni e principi rivoluzionari, hanno attaccato la nostra iniziativa e mosso contro il nostro Partito una critica del tutto inconsistente e offensiva, ossia che il KKE avrebbe scagliato contro la SE "accuse false e infondate". Hanno anche rimproverato al KKE l'opinione che "la SE divida la sinistra". Un lettore attento della lettera del KKE rileva in realtà il riferimento al "ruolo di divisione e logoramento della Sinistra Europea contro il movimento comunista internazionale". Una dimostrazione simbolica di questo ruolo è stata l'organizzazione del congresso della SE esattamente nelle stesse date dell'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai in Sudafrica.

 

(continua)

Il pd è sempre più lontano dal mondo del lavoro

Finalmente Amt ha presentato il suo piano industriale: servizio ridotto all'osso, nonostante il pesante aumento dei titoli di viaggio, e cittadini senza bus alla sera. Un futuro di lacrime e sangue si annuncia per gli sfortunati che utilizzano il mezzo pubblico. Stesso discorso per i treni pendolari: riduzioni, tagli, aumenti e servizi scadenti.

La scelta, già compiuta dal Pd, di vendere il 40 % della quota dell'azienda senza considerare altre soluzioni si è dimostrata fallimentare.

E oggi che si fa?

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L'Evangelico, Voltri e l'ennesimo inciucio stampo P(i)D(dì)

Perché l’assessore regionale alla sanità ligure, Montaldo, vuole regalare l’ospedale San Carlo di Genova Voltri ai valdesi?

 

È passato Natale, è passata l’Epifania, ma per la regione Liguria è sempre tempo di regali. Gesù Bambino Montaldo , assessore alla sanità della nostra regione, infatti ha deciso di consegnare l’ospedale San Carlo di Voltri, con tutti i dipendenti, all’Evangelico e nulla può farlo recedere da questa decisione. Più ostinato di una renna di Babbo Natale, in concorso con il presidente degli elfi Burlando, ha deciso per una “cessione di ramo d’azienda” ovvero cede a titolo gratuito  un ospedale pubblico ad un ente privato. I beneficiari di questo dono, piuttosto ingombrante,  sono i valdesi già possessori dell’ospedale Evangelico sito in Castelletto.  Questa idea geniale ha suscitato il plauso del Partito Democratico, che ha spedito a tutti i cittadini di Voltri, depliant nei quali si osanna questa “portentosa” operazione di privatizzazione del pubblico. I valdesi, per chi non lo sapesse, non sono un’entità statale o para statale, ma dei religiosi riformati, che gestiranno in modo privato un ospedale costruito e finanziato con i soldi pubblici. Questo gesto magnanimo di Gesù Bambino Montaldo che vantaggi porterà agli asfittici conti pubblici della sanità? Da sua stessa ammissione nessuno! Anche perché l’ospedale continuerà ad essere finanziato con denaro pubblico. Allora, perché fare questo cadeau? Alcuni mal pensanti suggeriscono che l’operazione sia stata suggerita dai vertici del partito Democratico a Roma per aiutare i valdesi, tradizionali “amici” e “serbatoio di voti” della sinistra, in difficoltà economiche. Altri, pensano sia un preteso per  chiudere un altro ospedale, lo sport preferito del centrosinistra ligure, dopo quelli di Bolzaneto, Rivarolo, Pontedecimo, Nervi, Recco e Busalla . Ma perché siamo arrivati a questo punto? Tutto nasce dalla decisione di chiudere la maternità del San Carlo, perché “poco produttiva”, i voltresi non fanno abbastanza figli. Alle proteste degli abitanti della delegazione, il prodigioso Gesù Bambino Montaldo ha estratto, da quella portentosa fucina di idee che è la sua testa, la grande trovata: facciamo trasferire l’ostetricia dell’Evangelico a Voltri, uniamo le due maternità, così finalmente le nascite nell’ospedale saranno  tali da essere considerate “produttive”. Peccato per un piccolo particolare, le ricche signore di Castelletto sceglieranno il proletario quartiere di Voltri per far nascere le loro aristocratiche creature? O piuttosto sceglieranno di partorire più vicino a casa, congestionando i già per altro congestionati reparti di maternità del Gaslini, Galliera, San Martino e Sampierdarena? Ma visto che, oltre alla Divina Provvidenza non bisogna dare limiti alle geniali risorse mentali di sua Santità, l’assessore benefattore alla sanità ligure ha pensato: perché non regalare, già che ci siamo, ai valdesi un ospedale pubblico? E già che abbiamo fatto cento perché oltre ai muri, le attrezzature non regalare anche i dipendenti? Alle perplessità dei lavoratori (che si sono sentiti come i pastorelli del presepe, e i più presuntuosi come i re magi) le entità della trinità sindacale CGIL, UIL, CISL, hanno risposto: nulla cambia, non preoccupatevi, privato, pubblico, è tutta una grande “Sacra Famiglia”. Una sindacalista della CISL, già candidata per, notare bene, Sinistra ecologia e libertà,  si è addirittura augurata, durante un’assemblea con i lavoratori,  che l’Evangelico venga trasferito al più presto a Voltri. I lavoratori, che come sostengono le entità sindacali della Santissima Trinità, non capiscono, non l’hanno presa benissimo. Però, come in tutti i Paradisi terrestri, anche in questo Eden che è la ASL 3 genovese c’è sempre il serpente infido: il sindacato FIALS. Queste male lingue sostengono che pubblico e privato sono eguali sto par di palle, che i contratti dei dipendenti dell’Evangelico sono decisamente peggiori che quelli pubblici, e che se l’ospedale San Carlo dovesse in un futuro chiudere, come è già successo per analoghe strutture gestite dai valdesi in Piemonte e Lazio perché in deficit, gli operatori si troverebbero a spasso. Anche la befana, nella persona della Manager Signora Canini, la quale ha elargito ai dirigenti dell’ASL 3 nella, già sufficientemente pesante, calza appesa al camino circa 24.000 euro, cercando in compenso di togliere a tutto il personale non infermieristico i congrui incentivi di circa 150euro mensili a fronte di uno stipendio che di poco supera i 1000euro, ha espresso delle perplessità su una manovra che non porta nessun tipo di beneficio. Gesù Bambino Montaldo, che come il Dio dell’antico testamento è una divinità piuttosto permalosa, ha deciso che la Canini non va più bene e che dovrebbe essere sostituita da  una befana più accondiscendente. Come tutti i racconti di Natale, ovviamente meglio scritti, anche questo deve portare ad un conclusione e ad una morale: l’ospedale San Carlo verrà trasformato in un Week Hospital, ovvero una struttura aperta dal lunedì al venerdì, sabato, domenica e festivi chiuso. Il pronto soccorso di Voltri, che negli antichi progetti dell’ASL doveva essere trasformato in DEA, sarà fortemente ridimensionato e se uno starà male “cazzi suoi”. Le prestazioni saranno a pagamento, d'altronde l’ospedale non è più pubblico ma privato. Un ultimo particolare, non esattamente trascurabile, gli attuali dirigenti dell’ospedale Evangelico e beneficiari del gradito dono di Gesù Bambino Montaldo, dott. Alessio Parodi e rag. Dionigi Ventura, erano già dirigenti dell’Asl 3. Il primo è stato direttore dell’ASL 3 genovese prima della “befana” signora Canini, e quindi responsabile dell’attuale situazione in cui versa l’ospedale di Voltri, mentre il secondo, prima di andare in pensione, è stato capo del personale di tutta la ASL 3 genovese.

 

Buon natale anche se siamo già a Gennaio

FIOM vs FIAT ovvero la nuova stagione della lotta di classe

16/01/11

 

Questo è un brutto mondo e spesso bisogna tirare dentro la testa.

Da ieri, però, qualcuno, la testa, l’ha alzata e questo mondo è un po’ meno brutto.

 

È un po’ meno brutto perché nonostante la macchina bellica mediatica e la sproporzione tra gli schieramenti in campo – da una parte la FIOM, dall’altra la FIAT sostenuta da CISL, UIL, dal governo e dalle posizioni di comodo di un PD nemmeno troppo furbescamente e molto ipocritamente fermo sul solito “ma anche” – il capitale, i padroni, i ricchi (o come diavolo volete chiamarli) non stravincono, anzi perdono.

 

Perdono perché metà dei lavoratori dice NO all’accordo feudale di Marchionne e l’altra metà dice sì esclusivamente perché cede al ricatto meschino della FIAT o perché sostenuta da una manciata di capetti e  di colletti bianchi.

 

Perdono perché finalmente qualcuno a sinistra avrà capito che la lotta da condurre – quella idonea a far da grimaldello per aprire una stagione di lotta “universale” per i diritti di tutti i cittadini – deve essere quella per il lavoro e per la salvaguardia dei diritti ad esso connessi (questa è la conditio sine qua non per l’esistenza della sinistra).

 

Perdono perché, finalmente, nel nostro campo potrebbe avvenire il definitivo disvelamento di un PD ambiguo, politicamente inconsistente, quando non colluso alla parte avversaria (si vedano le orride dichiarazioni pro Marchionne del “rottamatore” Renzi); un PD in costante e colpevole ritardo, capace solo di accodarsi alla lotta dei lavoratori il giorno dopo, quando  è ormai tardi per scoprire che la gente di sinistra e i lavoratori possono davvero fare a meno di questo partito di plastica ineluttabilmente corrotto dal marchio veltroniano del far politica (deve essere chiaro a tutte le anime pie della sinistra, Vendola in primis, che ogni accordo con il PD è perdente in partenza; è possibile solo l’essere alternativi).

 

Perdono perché gli uomini, i lavoratori, hanno dimostrato ancora una volta (e come sempre nei momenti cruciali della storia) che sanno alzare la testa, nonostante siano oppressi dai gravi ricatti e dalla violenza, virtuale e concreta, dei potenti.

 

Ringraziamo i lavoratori di Mirafiori e la FIOM: da ieri sappiamo che è ancora possibile lottare per la propria dignità, di classe e di singoli.

Marco Rizzo: il NO all'accordo di Mirafiori come momento costituente per una vera sinistra

03/01/10

Per fortuna il fronte di rifiuto alle proposte di “nuovo regime” della Fiat si sta allargando in primo luogo tra i lavoratori in carne ed ossa, ma anche nella cosiddetta opinione pubblica il drastico ricatto “diritti in cambio di lavoro” sta registrando opposizioni e perplessità. Anche il quadro politico in qualche modo tiene conto di questa situazione; se di fronte alla sfacciataggine con cui il candidato del PD a Torino, Piero Fassino, aderisce convinto al dicktat di Marchionne (appoggiato dai maggiorenti D’Alema e Bersani), l’IDV, Vendola e sinistra radicale tuonano contro la posizione di Marchionne e criticano fortemente il PD (che in merito dice praticamente le stesse cose del governo Berlusconi). Potremmo dire che questa chiarezza è positiva, ma appunto aggiungiamo, se il PD appoggia la svolta della Fiat come ci si fa ad alleare con tale partito? A Torino Vendola e la sinistra come fanno ora a dire che Fassino ha torto marcio e , a primavera,accettarlo come candidato a sindaco della città? Insomma, ancora una volta si dirà una cosa e poi se ne farà un’altra, oppure è venuta l’ora della coerenza per ricostruire davvero una sinistra degna di questo nome? Sull’opposizione al  ricatto Fiat si può davvero costruire una fase costituente dei comunisti e della sinistra, ma ci sarà coerenza? Noi di  Comunisti Sinistra Popolare lo auspichiamo e quindi rilanciamo la proposta di liste e coalizioni unitarie, a partire da Torino, contro Berlusconi ma alternative al PD.

Marco Rizzo- Segretario Comunisti Sinistra Popolare

Con la FIOM, per evitare il medioevo

30/12/10

Il pesantissimo attacco della FIAT ai diritti dei lavoratori, tradotto nell’accordo separato di Mirafiori e appoggiato dai venduti sindacati aziendalisti CISL e UIL, è il passo decisivo per il ritorno al medioevo, un ritorno auspicato dai padroni che tornano a respirare l’inebriante (per loro) aria di schiavismo puro.

La FIOM fa appello alle forze democratiche, progressiste, ad ogni singolo cittadino che ha a cuore la Costituzione italiana e il suo primo articolo (L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro) per opporsi all’ennesima tappa forzata di un disegno ultraliberista che avvicina il nostro Paese al sistema greco di perdita di diritti e dignità per tutti i lavoratori. Ancora una volta la finta opposizione del PD latita e, quando non tace, farebbe molto meglio a farlo (Fassino ha dichiarato che se fosse un operaio voterebbe sì al referendum: Landini l’ha signorilmente invitato ad accomodarsi a lavorare in fabbrica, invece, aggiungiamo noi, di sedere immeritatamente su comode poltrone, alla faccia degli elettori di sinistra che l’hanno malauguratamente votato fino ad oggi).

Noi comunisti siamo, naturalmente, dalla parte della FIOM e ci adopereremo ad appoggiare i compagni lavoratori nell’opera di informazione e di opposizione al disegno feudale dei padroni capitanati da Marchionne.

Di seguito alleghiamo il comunicato del Comitato Centrale della FIOM in merito alla vicenda.

Da leggere.

Comunicato FIOM 29/12/2010
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Poste Italiane: la posizione di Sinistra Popolare

6/12/10

Come tutte le ex-amministrazioni statali obbligate ad entrare nel mercato globalizzato, anche Poste Italiane, con la liberalizzazione del mercato postale del 2011, entrerà in concorrenza con le realtà che erogheranno questo tipo di servizio.

Quando le organizzazioni sindacali (esclusi i Cobas) hanno dato il loro benestare a questa trasformazione, la tutela dei diritti dei lavoratori è andata progressivamente scemando.

Clicca qui per continuare a leggere

Attenzione alle strumentalizzazioni della protesta

La mobilitazione studentesca di questi giorni è una ventata di democrazia in un Paese che, da qualche tempo, sopravvive in un preoccupante stato di apatia. Finalmente la parte migliore della nazione si sveglia e mette in scacco Maria Stella Gelmini - un ministro imbarazzante - protestando contro i pesanti tagli all'istruzione, alla formazione, alla ricerca e alla cultura decisi dal Governo. Ma due rischi sono in agguato per gli studenti. Il primo è quello di fornire l'ennesima ciambella di salvataggio all’odiosa casta dei baroni universitari e dei rettori che, negli ultimi vent'anni, ha governato la realtà accademica nel suo esclusivo interesse, esercitando insopportabili poteri personali, manipolando concorsi e accentrando risorse economiche che avrebbero potuto essere meglio utilizzate, ad esempio per l'assunzione di molti ricercatori.
Molti docenti universitari, purtroppo assolutamente indifferenti alla formazione dei loro studenti - mucche da mungere per riscuotere le tasse universitarie - hanno spesso fornito un servizio scadente, assenteista e inadeguato ad una dignitosa realtà universitaria. Hanno esercitato clientelismi; hanno truccato decine di concorsi, hanno gestito gli organi decisionali di Ateneo per mantenere privilegi, senza mai preoccuparsi di formare le nuove generazioni.
Comunisti Sinistra Popolare chiede trasparenza nelle pratiche di assunzione dei ricercatori e in quelle di passaggio di carriera dei professori. Gli organi accademici devono essere più aperti ai ricercatori, anche precari, e agli studenti e siamo convinti che nessun concorso - né tanto meno alcun premio meritocratico alla carriera sbandierato dalla Gelmini - possa essere gestito in maniera trasparente a livello di autonomia locale, ma debba avere respiro nazionale sotto la vigilanza, non solo  di professori di chiara fama, ma anche di funzionari esterni estranei alle dinamiche baronali.
Il secondo rischio è che la protesta studentesca possa fungere da palcoscenico mediatico per una classe politica di sinistra (Bersani e Vendola) e di destra (i finiani), che sale allegramente sui tetti delle università ad esclusivo fine propagandistico.
Ci auguriamo che gli studenti ricordino, che anche questo centrosinistra ha messo in atto tagli importanti alla scuola e all'università e, sotto la spinta della lobby dei rettori, ha accantonato il progetto, dell'ex ministro Mussi, di regolarizzare migliaia di ricercatori precari. Ed è stato proprio questo centrosinistra ad aprire all'autonomia degli Atenei, causa prima delle attuali disgrazie del sistema universitario italiano.  
Che la lotta degli studenti continui, e che eventualmente trovi compagni di viaggio negli altri protagonisti - la FIOM ad esempio - della lotta politica in questo Paese. Noi comunisti siamo contro la Gelmini e contro la casta dei rettori e dei professori universitari: chiediamo di mandare a casa i colpevoli di questo scempio, quelli seduti a Montecitorio e quelli annidati nei rettorati delle università.

Genova, 29 novembre 2010

Il segretario provinciale di CSP

Marco Traverso

Letture di economia politica marxista-leninista

E' iniziato martedì 1 marzo, presso la nostra sede in via Donghi n. 13, un corso di formazione di partito, avente per oggetto l'economia politica.

La prima lettura è stata dedicata al "Metodo e oggetto dell'economia politica".

I successivi appuntamenti saranno calendarizzati nella rubrica Eventi, mentre i testi delle letture saranno disponibili nella sezione Teoria e Prassi Marxista-Leninista nella sottosezione Economia Politica Marxista-Leninista.

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