Tra milleproroghe e federalismo
Negli ultimi giorni sono stati approvati dal Parlamento Italiano alcuni provvedimenti sui quali il governo ha addirittura posta la questione di fiducia. Si tratta del cosiddetto “decreto mille proroghe” e del “federalismo fiscale”, una sorta di pesante finanziaria. Nonostante il suo voto sfavorevole, poco ha insistito l’opposizione sui caratteri essenziali di queste leggi che si inseriscono a grande titolo nell’ottica di quella macelleria sociale ormai da anni in atto nel nostro Paese.
Ormai sotto il polverone degli scandali a sfondo sessuale e, ultimamente, anche ciò che succede nel maghreb (senza peraltro raccontarci come facciano dei rivoltosi a resistere a degli attacchi aerei ed addirittura ad abbatterne alcuni), fanno sempre più porcherie di prima senza spiegarci i dettagli di questa loro guerra sociale contro i poveri.
Mi soffermo brevemente per rendere l’idea su tre norme contenute in questi leggi: la cedolare secca sugli affitti, l’imu, lo scorporo di Bancoposta da Poste Italiane.
- Cedolare secca. Con essa si va a colpire chi ha un reddito inferiore ai 15000 Euro e un appartamento in affitto. Infatti prima con la tassazione ordinaria al proprio scaglione di reddito l’aliquota era al 23%, ma con tutte le deduzioni e detrazioni d’imposta spettanti, che con la cedolare secca (al 21%) non ci sono più. Si va a premiare invece chi ha da 10 appartamenti in affitto in su, limite dal quale si inizia ad avere un risparmio del 26% tra la tassazione ordinaria e la nuova imposta (e non saranno certo gli inquilini a beneficiarne).
- IMU. Si tratta in pratica dell’introduzione dell’ICI sulla prima casa dei poveri. Prima l’ICI aveva un’altissima detrazione sulla prima casa, che andava a compensare del tutto o quasi quella che era la tassazione per un appartamento urbano in un quartiere popolare. Poi c’è stata la buffonata dell’eliminazione dell’ICI sulla prima casa che già andava a premiare i ricchi equiparandoli alle masse disagiate proprietarie di appartamento. Ora viene introdotta questa IMU che in pratica, si legge tra le righe, colpisce chi fa della casa “residenza, domicilio, soggiorno di lunga durata o stabile organizzazione nel comune” equiparando l’aliquota a chi la casa la dà in affitto, eliminando la pesante forbice che c’era prima delle ultime modifiche all’ICI tra casa abitata e casa data in affitto. In soldoni chi ha appartamenti in affitto avrà uno sconto di quasi il 30%
- Scorporo di Bancoposta da Poste Italiane. Fino ad adesso le garanzie sul conto corrente postali erano quelle della Cassa Deposito e Prestiti, e quindi se non fallisce lo Stato il cittadino risparmiatore non vede i propri soldi andare in fumo. Ora Bancoposta diventa soggetto autonomo e quindi banca a tutti gli effetti, e quindi la garanzia diventa quella del FIDT (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), che va a coprire fino alla concorrenza di 103.291,38 Euro. Chi ha somme ben maggiori di questa cifra sa come tutelarsi, come investire, come far fruttare i propri soldi. Problemi di questo tipo ce l’ha quella fascia di cittadini che deposita la cifra corrispondente alla vendita di un appartamento, di una eredità magari ancora da dividere, di un tfr sostanzioso, ma che comunque non vive della rendita di questi soldi.
In queste norme, di cui ho cercato di spiegare velocemente gli effetti, si evince la scelta di questo governo e di questa maggioranza di colpire il ceto urbano disagiato a tutto vantaggio del ricco che scorrazza col SUV nelle strette vie cittadine. Da una parte il Lumpenproletariat che non ne viene toccato e può continuare nel suo desolato casolare all’estrema periferia a tenere acceso al massimo il televisore sui canali del suo monarca incollato all’ultimo modello di cellulare intento a non essere “intercettato” perché questo è il suo problema, e dall’altra l’agiato ancora una volta premiato. Questi due sono i referenti sociali della maggioranza, e questi sono il suo serbatoio di voti.
Luciano Mazzarello
Federazione di Genova
Comunisti Sinistra Popolare
Comunisti-
Sinistra Popolare Liguria