Poste Italiane
6/12/10
Come tutte le ex-amministrazioni statali obbligate ad entrare nel mercato globalizzato, anche Poste Italiane, con la liberalizzazione del mercato postale del 2011, entrerà in concorrenza con le realtà che erogheranno questo tipo di servizio.
Quando le organizzazioni sindacali (esclusi i Cobas) hanno dato il loro benestare a questa trasformazione, la tutela dei diritti dei lavoratori è andata progressivamente scemando.
Tutto è iniziato da quando gli uffici postali sono stati trasformati in vere e proprie banche e, ampliando la loro offerta rispetto ai classici prodotti di risparmio postale, sono persino arrivati a vendere prodotti.
Parallelamente i classici servizi erogati sono stati surclassati dai moderni mezzi di comunicazione (sms, fax, e-mail) e ciò ha fornito ai dirigenti il pretesto per ridurre il personale addetto, con conseguente precarizzazione del posto di lavoro.
Nell’ultimo anno c’è stato un calo del traffico di quasi il 30%, a fronte di un utile finanziario di più di 800 milioni di euro. Tuttavia, alla faccia dei lavoratori – che, in media, guadagnano circa 1.150 euro al mese - l’amministratore delegato si è messo in tasca più di 4 milioni di euro!
Ovviamente, per contribuire a risanare l’azienda, è aumentato il carico di lavoro dei dipendenti….Lo stesso copione va in scena in altre aziende (vedi Amt), dove i lavoratori si sobbarcano il peso della crisi mentre la classe dirigente sta sempre meglio.
Appare dunque evidente che per Poste Italiane (e anche per la tutte le aziende pubbliche), si prospetta l’ennesimo regalo ai privati e la conseguente riduzione dei diritti per i cittadini e i lavoratori.
Comunisti Sinistra Popolare crede ancora nella possibilità di offrire servizi adeguati a un costo accettabile. Tutti i governi, che via via si sono succeduti, hanno lasciato spazio alla privatizzazione di servizi che per anni sono stati utilizzati come bacini elettorali e prebende. E’ giunto il momento di dire “basta” e di dimostrare che un buon servizio è possibile, al di là delle logiche di mercato: dalle privatizzazioni non traggono benefici i cittadini, né i lavoratori e anche il servizio erogato, spesso, peggiora.
Marco Manenti
Comitato Regionale CSP
Comunisti-
Sinistra Popolare Liguria